Domande Frequenti
Quando è necessario portare il mio animale da un ortopedico veterinario?
È consigliato se l’animale zoppica, ha una ridotta tolleranza all’esercizio, prova dolore nel muoversi, evita di saltare o salire le scale, ha subito un trauma o mostra rigidità persistente, soprattutto dopo il riposo.
La zoppia può passare da sola?
A volte sì (es. lievi stiramenti), ma se dura più di 3-4 giorni, peggiora o tende a ripresentarsi, è importante una visita specialistica per evitare danni permanenti.
Quali sono le patologie ortopediche più comuni nei cani e nei gatti?
Nei cani troviamo al primo posto le lesioni del legamento crociato, seguite dalle displasie dell’anca e del gomito, osteoartrite e fratture.
Nei gatti, secondo le statistiche, le cause più comuni di lesioni ortopediche sono legate a cadute da altezze elevate (es.balcone/albero) o incidenti stradali. Il quadro clinico è di solito quello di un politrauma, con fratture, lesioni teno-legamentose e/o lesioni alla colonna vertebrale.
A che età del cane si può capire se soffre di displasia dell’anca o del gomito?
L’esame radiografico ufficiale per displasie (anca e gomito) si effettua a maturità scheletrica dell’animale, tra i 12 e i 18 mesi di età.
A maturità scheletrica tuttavia il margine d’azione per alcune patologie, in particolare quelle del gomito, è molto limitato. Per questo motivo, uno studio radiografico conoscitivo (le cosiddette “lastre preventive”) tra i 5 mesi e i 6 mesi di età può essere molto utile in razze a rischio, o in cuccioli che hanno presentato zoppie non ben definite e della durata di più giorni.
Come si svolge una visita ortopedica veterinaria?
La visita clinica dura tra i 15 e i 30 minuti, tempo nel quale verrà raccolta la storia clinica dell’animale e verrà visitato in ambulatorio e valutato in camminata a diverse andature.
Successivamente, qualora ci fosse un sospetto clinico, si procederà con l’esame radiografico in sedazione, della durata di circa un’ora.
Perché il cane/gatto va sedato per fare delle radiografie?
Nel corso dell’esame radiografico si vanno ad effettuare posizionamenti che potrebbero risultare dolorosi o stressanti per l’animale, pertanto la maggioranza degli studi radiografici viene effettuata in sedazione profonda.
Questo permette di ottenere immagini radiografiche di alta qualità, standardizzate e ripetibili.
Quali sono i tempi di recupero dopo un intervento ortopedico?
Tutto dipende dall’età, dalla localizzazione, dalla gravità e dal tipo di trauma. I tempi della guarigione ossea variano da una media di 30 giorni per una frattura composta in un cucciolo, a 90 giorni o più in fratture complesse, osteotomie, lesioni teno-legamentose o traumi in cani e gatti anziani.
Il recupero funzionale dell’arto sarà tanto più rapido quanto più verranno rispettate le indicazioni postoperatorie ed effettuate eventuali terapie di supporto (es. fisioterapia).
Quanto deve stare fermo il mio cane/gatto dopo un intervento ortopedico? Dovrà tenere un collare elisabettiano?
Il riposo forzato in un ambiente ristretto (kennel o stanza piccola) per tutta la durata del consolidamento osseo è fondamentale al fine di evitare complicanze.
Al confinamento va affiancata la mobilizzazione precoce dell’arto operato, con un’attività strettamente controllata che consta di brevi passeggiate al guinzaglio.
Il collare elisabettiano (a “imbuto”) va mantenuto solamente fino alla rimozione dei punti di sutura, che avviene tra 10 e 14 giorni, con lo scopo di evitare il leccamento e il propagarsi di infezioni a livello della ferita chirurgica.
Qual è l’intervento ideale per la rottura del legamento crociato nel cane e nel gatto?
L’intervento “gold standard” nel cane è l’osteotomia di livellamento del piatto tibiale (TPLO). In questa tecnica si interviene con un taglio della tibia (osteotomia), modificandone la biomeccanica e dando stabilità al ginocchio senza ricostruire il legamento, permettendo di ridurre l’evoluzione dell’osteoartrite e offrendo i migliori risultati a lungo termine.
Nei gatti e nei cani di taglia molto piccola (<3kg) il legamento viene stabilizzato con tecniche “extracapsulari”, nelle quali viene applicato un legamento sintetico con lo scopo di limitare lo scorrimento e la rotazione della tibia rispetto al femore.
Qual è il trattamento migliore per l’osteoartrite nel cane e nel gatto?
Il trattamento dell’osteoartrite consiste in una terapia del dolore multimodale, che include una combinazione tra terapia farmacologica (antinfiammatori, analgesici, anticorpi monoclonali) e non farmacologica, quali movimento controllato, gestione del peso, modifiche ambientali e fisioterapia.
In alcuni casi, in particolare in quelli in cui il problema coinvolge una singola articolazione, è possibile valutare terapie infiltrative intrarticolari (antinfiammatorie e/o viscosupplementazione) o chirurgiche (protesi).